NOTTURNO
Smunte nella tenèbra
entro a sudari, pallide stelle
le loro torce agitano.
Fatue luci dai più remoti cieli schiaran fioche,
archi su archi svettanti,
la navata della notte nera di peccato.
Serafini,
le osti perdute si svegliano
a servire sino a che
in illune tenèbra ognuna ricade, smorta,
levato che abbia e agitato
il suo turibolo.
E a lungo e alto,
per la notturna navata che si estolle
bàttito di stelle rintocca,
mentre squallido incenso gonfia, nube su nube,
ai vuoti spazi dall'adorante
deserto d'anime.
un sole privo di calore si libra sopra per sei mesi, gli altri se la notte copre la terra; � un paese pi� nudo della terra polare: n� bestie, n� ruscelli, n� verde di boschi! Non v'� orrore al mondo che sorpassi la fredda crudelt� di questo sole di ghiaccio e di questa immensa notte simile al vecchio Caos; io invidio la sorte dei pi� vili animali, che possono inabissarsi in uno stupido sonno, tanto lentamente si dipana la matassa del tempo. 
Imploro piet� da Te, l'unica che io ami, dal fondo dell'anima in cui � caduto il mio cuore. � un universo tristissimo, dall'orizzonte plumbeo, e vi si muovono, la notte, l'orrore e la bestemmia;
Rianimerai dunque le tue spalle marmoree ai raggi notturni che filtrano attraverso le imposte? Al sentire borsa e palazzo a secco, raccoglierai l'oro delle volte azzurrine? Bisogna che tu, per guadagnarti il pane d'ogni sera, dondoli, come il chierichetto, l'incensiere, cantando un Te Deum cui non credi? Oppure, come un saltimbanco a digiuno, mostrerai le tue grazie e il tuo riso molle d'un pianto che non si vede per far s� che il volgo si sganasci dalle risate? charles boudelaire
O musa del mio cuore, amante dei palazzi, avrai tu, quando Gennaio liberer� i suoi venti, nella nera noia delle sere nevose, un tizzone che scaldi i tuoi piedi violacei?




