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I costi della guerra in Iraq e in Afghanistan

di zuppermax (29/03/2008 - 15:35) |

Di Joseph Stiglitz e Linda Bilmes

L'amministrazione Bush ha sbagliato nella valutazione dei benefici e
dei costi della guerra. Il presidente ed i suoi consiglieri si
aspettavano un conflitto rapido e poco costoso. Al contrario abbiamo
avuto una guerra che sta costando molto più di quello che nessuno
poteva immaginarsi.
Il costo delle sole operazioni militari americane - senza considerare,
cioè i costi a lungo termine come quelli relative alla cura dei
veterani feriti - supera già ora quello dei 12 anni della Guerra in
Vietnam ed è più che doppio della guerra in Corea.
E, anche considerando lo scenario migliore, questi costi saranno
almeno 10 volte maggiori di quelli della Prima Guerra del Golfo, tre
volte maggiori di quelli della Guerra del Vietnam, e il doppio di
quelli della I Guerra Mondiale. La sola guerra nella nostra storia che
costò di più fu la II Guerra Mondiale, alla quale gli Stati Uniti
parteciarono con 16,3 milioni di soldati in una campagna che durò
quattro anni, sopportando un costo di circa 5.000 miliardi di dollari
(su base 2007, considerando cioè l'inflazione). Con tutto l'esercito
impegnato contro tedeschi e giapponesi, il costo per soldato fu di
100.000 dollari (su base 2007), mentre la guerra in Iraq costa più di
400.000 dollari per soldato.
La maggior parte degli americani ha già coscienza di questi costi. Il
prezzo di sangue è stato pagato dai nostri volontari e dai
"contractor" (i militari appaltati). Il prezzo in denaro è stato
finanziato con prestiti. Le tasse per pagarli non sono cresciute -
infatti. le tasse dei ricchi sono state ridotte. Il deficit sulla
spesa dà l'illusione che le leggi economiche possano essere sospese,
cioè che possiamo avere burro e cannoni. Naturalmente le leggi
economiche non sono sospese. I costi della Guerra sono reali, anche se
probabilmente differiti ad un'altra generazione.
Alla vigilia della guerra ci fu una discussione sui probabili costi.
Larry Lindsey, consigliere economico del Presidente Bush e capo del
National Economic Council, disse che avrebbero potuto raggiungere i
200 miliardi di dollari. Ma questa stima fu considerata gonfiata dal
Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld. Il suo deputato Paul
Wolfowitz, suggerì che la ricostruzione post bellica avrebbe potuto
ripagare tali costi tramite i ricavi sul petrolio. Mitch Daniels,
direttore dell'ufficio di Direzione e Budget, e segretario di
Rumsfeld, stimò i costi tra i 50 ed i 60 miliardi di dollari
(considerando l'inflazione, tra i 57 ed i 69 milioni di dollari), una
parte dei quali egli contava che sarebbero stati finanziati da altri
paesi. Il tono dell'amministrazione fu sprezzante, come se le somme in
gioco fossero minime.
Anche Lindsey, sebbene avesse calcolato un costo di 200 miliardi di
dollari, arrivò a dire: "La vittoriosa prosecuzione della guerra
potrebbe servire all'economia". Retrospettivamente, si può dire che
Lindsey sottostimò grossolanamente sia i costi diretti per la guerra
che quelli per l'economia. Assumendo che il Congresso approvi il resto
dei 200 miliardi di dollari per l'anno fiscale 2008, avremo stanziato
un totale di 845 miliardi di dollari per le operazioni militari, per
la ricostruzione, i costi delle ambasciate, la sicurezza delle basi
americane e gli aiuti all'estero in Iraq ed in Afganistan.
Dopo il quinto anno di guerra, i costi operativi per il 2008 (per la
guerra, quelli che potremmo definire le spese correnti) sono
proiettati a superare i 12, 5 miliardi di dollari il mese solo per
l'Iraq, più dei 4,4 miliardi del 2003, e con l'Afganistan il totale
sale a 16 miliardi di dollari il mese. Il budget annuale delle Nazioni
Unite è di 60 miliardi di dollari, oppure, se si vuole, è il budget di
13 stati dell'Unione. Anche così, questo non include i 500 miliardi
l'anno per le spese normali del Dipartimento della Difesa. Non include
altre spese segrete, come quelle dello spionaggio o degli altri fondi
inclusi nei budget di altri ministeri.
Siccome vi sono un mucchio di costi dei quali l'Amministrazione non
tien conto, il costo totale della guerra è molto superiore a quello
che risulta ufficialmente. Per esempio, gli ufficiali del governo
dicono frequentemente che le vite dei loro soldati sono senza prezzo.
Ma dal punto di vista dei costi, queste vite senza prezzo compaiono
nel libro mastro del Pentagono semplicemente come 500.000 dollari -
l'ammontare corrisposto ai parenti come risarcimento in caso di morte
e per l'assicurazione sulla vita. Dopo l'inizio della guerra, questi
risarcimenti furono aumentati da 12.240 a 100.000 dollari in caso di
morte e da 250.000 a 400.000 dollari come assicurazione sulla vita.
Anche se queste indennità state aumentate esse sono solo una frazione
di quello che i parenti possono ottenere per la perdita della vita di
un congiunto in un banale incidente automobilistico. Per quanto
riguarda la salute e la sicurezza, il governo degli Stati Uniti valuta
la vita di un giovane al massimo dei suoi futuri guadagni, sopra i 7
milioni di dollari - molto di più di quanto paga per la morte di un
militare. Usando questo dato, il costo dei circa 4.000 soldati
americani uccisi in Iraq supera i 28 miliardi di dollari.
Per la società i costi sono naturalmente maggiori che quelli indicate
nel budget del governo. Un altro esempio di costi "nascosti" deriva
dalla minimizzazione degli incidenti dei militari. La statistica degli
incidenti del Dipartimento della Difesa riporta gli incidenti che
accadono nelle azioni di combattimento - a carico del servizio
militare. Così se un soldato è ferito o muore in un incidente notturno
col suo veicolo, questo incidente viene indicato "non connesso al
combattimento" - sebbene potrebbe essere troppo pericoloso per i
soldati viaggiare durante il giorno.
Infatti il Pentagono registra questi dati in due liste separate. Nel
sito web del Dipartimento della Difesa si trovano gli incidenti
ufficiali. Altri dati sono più difficili da reperire e sono
disponibili solo alle condizioni del Freedom of Information Act.
Questi dati mostrano che il numero di militari che dono stati uccisi,
feriti o hanno contratto malattie è doppio di quello dei soldati
uccisi in combattimento. Si potrebbe dire che una percentuale di
questi casi è capitato a soldati non impegnati in Iraq. Ma le nostre
nuove ricerche mostrano che la maggioranza di questi incidenti e
malattie deriva direttamente dal servizio in zona di guerra.
Dall'insana miscela dei fondi per l'emergenza, della dispersione dei
dati e dalla cronica sottostima delle risorse per proseguire la
Guerra, abbiamo cercato di identificare quanto abbiamo speso - e
quanto spenderemo, in ultima analisi, quanto ancora dovremo spendere.
Il dato al quale si arriva supera i 3.000 miliardi di dollari e i
nostri calcoli si basano su assunzioni conservative. Queste sono
concettualmente semplici, anche se occasionalmente tecnicamente
complicate. Il dato di 3.000 mila miliardi ci sembra ragionevole e
probabilmente l'errore è per difetto. È necessario dire che questo
numero si riferisce solo agli Stati Uniti e non riflette il costo
enorme a carico del resto del mondo o dell'Iraq.

Fin dall'inizio, la Gran Bretagna ha giocato un ruolo cardinale -
strategico, militare e politico - nel conflitto irakeno. Dal punto di
vista militare l'UK ha contribuito con 46.000 soldati, il 10 percento
del totale. Non sorprende, quindi, se l'esperienza britannica in Iraq
è stata parallela a quella degli americani. Aumento degli incidenti,
crescita dei costi operativi, scarsa trasparenza sulle spese, risorse
militari sempre maggiori e scandali sulla squallide condizioni e sulle
cure mediche inadeguate riservate alla maggior parte dei veterani
feriti.
Prima della Guerra, Gordon Brown, riservò 1 miliardo di sterline per
le spese militari. Alla fine del 2007, la Gran Bretagna ha speso 7
miliardi di sterline per spese militari dirette in Iraq e in
Afganistan (il 76% delle quali in Iraq). Questi soldi derivano da una
speciale riserva supplementare, a disposizione del Ministero della
Difesa.
La riserva speciale è in cima al regolare budget per la difesa del
Regno Unito. Il sistema britannico è particolarmente opaco: i fondi
della riserva speciale sono usati dal Ministero della Difesa senza una
specifica approvazione del Parlamento. Come risultato i cittadini
inglesi hanno poca chiarezza sulle reali spese di guerra.
Inoltre, i costi sociali del Regno Unito sono simili a quelli degli
Stati Uniti - famiglie che hanno perso il lavoro per curare soldati
feriti e diminuzione delle qualità della vita per migliaia di
invalidi.
Come per gli Stati Uniti vi sono dei costi macroeconomici per la Gran
Bretagna, sebbene i costi a lungo termine potrebbero essere minori per
due ragioni. La prima è che la Gran Bretagna non ha la stessa politica
di sperpero fiscale e la seconda è che, fino al 2005, il Regno Unito
era al netto un esportatore di petrolio.
Abbiamo considerato che le forze britanniche sono state ridotte,
quest'anno, a 2500 unità e che rimarranno a quel livello fino al 2010.
Ci si aspetta che le forze inglesi in Afganistan cresceranno
leggermente da 7000 fini a 8000 unità nel 2008 e rimarranno stabili
per tre anni. Il Comitato per la Difesa della Camera dei Comuni ha
recentemente scoperto che nonostante il taglio delle truppe, i costi
per la guerra in Iraq aumenteranno del 2 percento quest'anno e i costi
per il personale diminuiranno solo del 5 percento. Nel frattempo i
costi delle operazioni militari in Afganistan è cresciuto del 39
percento. Se questo piano continua, le stime del nostro modello
potrebbero essere significativamente troppo basse.
Sulla base delle assunzioni indicate nel nostro libro, il costo di
previsione per il Regno Unito per le guerre in Iraq ed in Afganistan
fino al 2010 sarà superiore ai 18 miliardi di sterline. Se si
considerano i costi sociali supereranno i 20 miliardi di sterline.

Tag: guerra,iraq,costi,feriti,invalidi
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